Le ZANZARE

Chi sono
Le zanzare appartengono alla famiglia “Culicidae”, ordine dei Ditteri (Insetti). La famiglia si divide in cinque sottofamiglie di cui solo due sono di interesse sanitario e sono presenti anche nelle nostre città: Anophelinae e Culicinae (come Aedes albopictus)Come si riconoscono
Le zanzare adulte hanno dimensioni comprese tra pochi millimetri a più di un centimetro. Il loro corpo è diviso in capo, torace e addome.
• Sul capo sono presenti un paio di antenne con ciuffetti di peli che nel maschio sono più lunghi e numerosi. L’apparato boccale è del tipo perforante-succhiatore
• Sul torace si impiantano due paia di ali di cui solo uno è funzionante, mentre l’altro paio, come dimensioni, è molto ridotto, assumendo una funzione di bilancere. Le zampe sono in numero di sei
• L’addome è allungato e snello
Gli adulti delle due sottofamiglie sopracitate si distinguono per il modo in cui tengono il corpo rispetto alla superficie su cui si appoggiano: le Anopheline si dispongono obliquamente mentre le Culicinae parallelamente.
Anche nelle larve si riconosce la suddivisione in tre parti, però ali e zampe sono assenti.
In genere, sono le larve ad essere identificate: il loro riconoscimento è affidato ad un esperto che, attrezzato con un microscopio ottico, può determinare la specie in base a delle chiavi tassonomiche che utilizzano principalmente le setole sparse su tutto il corpo.Cosa mangiano
L’alimentazione è differente a seconda dello stadio biologico e del sesso. Le larve si nutrono di particelle di origine animale o vegetale e di microrganismi presenti nell’acqua grazie a delle spazzole boccali che con il loro movimento convogliano il cibo all’interno della bocca. Gli adulti, invece, si nutrono di sostanze zuccherine, vari succhi vegetali e liquidi organici. Le femmine, inoltre, hanno bisogno di fare un pasto di sangue, necessario per portare a maturazione le uova. Quanti sanno che sono solo le femmine a tormentarci nelle lunghe notti estive?. Grazie all’apparato boccale perforante-succhiatore, la femmina incide la pelle dell’ospite e poi succhia il sangue. La coagulazione, che impedirebbe il pasto di sangue, non si verifica grazie ad una sostanza anticoagulante prodotta dalle ghiandole salivari della zanzara stessa: è proprio quella che ci causa il fastidioso prurito.Dove vivono
Il ciclo vitale della zanzara passa attraverso quattro fasi: uova, larva, ninfa e adulto. I primi tre stadi sono legati all’ambiente acquatico mentre quello adulto all’ambiente aereo. Le uova, singole o in gruppo, possono essere deposte sull’acqua oppure vicino alla superficie, ma pur sempre in ambiente umido. Quelle deposte direttamente sulla superficie dei corpi idrici presentano diversi sistemi che sfruttando l’aria ne permettono il galleggiamento. Nel periodo favorevole possiamo trovare le larve nelle più svariate raccolte d’acqua, dai tombini ai fossi, dai contenitori vuoti riempiti di acqua piovana alle vasche ornamentali, dai cavi degli alberi ai piatti di raccolta d’acqua dei condizionatori. Gli adulti, nei periodi caldi, si riposano in ambienti bui e freschi, su siepi mentre d’inverno prediligono i nostri scantinati, soprattutto la zona caldaia, dove riescono a sopravvivere all’inverno.Rapporto con l’uomo
Il contatto con la zanzara è sempre fastidioso (vedi Come difendersi dalle zanzare):
• Anche se non arriva a pungerci, il suo ronzio notturno disturba il nostro sonno.
• Se ci punge, e siamo particolarmente sensibili, ci provoca vistose reazioni cutanee
• Se poi è portatrice di vettori patogeni le cose si complicano
Malaria, dengue, febbre gialla, filaria: sono alcune delle malattie diffuse nel mondo che specie diverse di zanzara possono trasmetterci.
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LA ZANZARA TIGRE

Aedes albopictus
(Aedes albopictus Skuse)
Il nome riunisce in modo comprensibile e diretto diverse sue caratteristiche sia fisiche che comportamentali. Innanzitutto l’aspetto: la zanzara è nera ma presenta dei piccoli cerchi bianchi che avvolgono l’addome. Anche le zampe sono a strisce bianche e nere. Inoltre, caratteristica propria dell’Aedes albopictus è di avere una stria bianca che attraversa longitudinalmente la parte dorsale del torace. Come comportamento la zanzara tigre è piuttosto “mordace”: se si aggiunge il fatto che la sua attività è prevalentemente diurna (a differenza della zanzara comune e della maggior parte dei Culicidi), si comprende bene da dove sia saltato fuori il suo soprannome!
Sono passato ormai più di dieci anni da quando questo ospite indesiderato ha fatto la sua comparsa in Italia. E’ arrivato clandestinamente nel Veneto, sfruttando copertoni per auto partiti dal Sud degli Stati Uniti. Nel giro di poco tempo ha invaso diversi territori, tanto che nel 1995 è stato segnalato in ben 10 regioni e 20 provincie della nostra penisola.
La zanzara tigre rappresenta un pericolo per i patogeni che può veicolare al momento del suo pasto di sangue sull’uomo. Infatti nei paesi di origine (principalmente Asia) è un potente vettore di arbovirus come la dengue e la West Nile, per citare i due più conosciuti. In Italia, mancando i patogeni, il rischio che la zanzara possa veicolare gli arbovirus è solo teorico: non si esclude però che possano verificarsi casi accidentali dovuti all’importazione di microrganismi da aree a rischio.
Il problema maggiore resta comunque il fastidio arrecato dalle sue punture che si concentrano soprattutto nella parte inferiore del corpo, tra anche e caviglie. L’intensità degli attacchi può essere così forte da costringere le vittime a rifugiarsi in luoghi chiusi e le persone sensibili possono presentare vistose reazioni allergiche.

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CONSIGLI CONTRO LE ZANZARE

Per difendersi dal fastidio delle zanzare la prima azione da effettuare è quella di impedire la deposizione delle uova e/o lo sviluppo delle larve. Per fare questo occorre agire sugli habitat acquatici che noi stessi il più delle volte creiamo direttamente o indirettamente senza rendercene conto:

  1. Rimuovere qualsiasi recipiente che lasciato alle intemperie possa riempirsi di acqua: bidoni di metallo privi di coperchio, secchi per vernici, bottiglie rotte, lavandini e vasche da bagno inutilizzati, copertoni abbandonati, ecc.
  2. Se non è possibile rimuovere il recipiente si può agire in due modi:
    • Svuotarlo nel periodo primaverile-estivo almeno una volta alla settimana
    • Coprire l’apertura con una rete molto fine, come quella per zanzariere, in modo da impedire alla femmina di zanzara di arrivare alla superficie dell’acqua e deporre le uova.
  3. Se si possiedono vasche o fontane ornamentali, introdurre nell’acqua dei predatori come il pesciolino rosso (che resiste bene alle temperature invernali) o la gambusia. Utili anche le rane sia i girini che gli adulti.


Per proteggere l’ambiente in cui viviamo risulta invece utile mettere in atto dei pratici accorgimenti:
1. Prima di irrorare l’ambiente ( e NOI!) con prodotti chimici disinfestanti appuriamo che si tratti veramente di zanzare. Spesso sono le “TIPULE” a pagarne le spese: si tratta di insetti dalle lunghe zampe che assomigliano alle zanzare ma NON PUNGONO!
2. Contro l’ingresso degli adulti dall’esterno sono efficaci le zanzariere da applicare a TUTTE le finestre dell’appartamento.
3. Chi possiede un terrazzo può disporre piante che emanino essenze molto forti come il geranio. Non dimentichiamoci però di togliere l’acqua dal sottovaso altrimenti ci troveremo con un personale e fastidioso allevamento di zanzare.

E d’inverno? Il pericolo sembrerebbe passato ma possiamo ancora fare qualcosa: teniamo pulita la zona caldaia, mettendoci delle zanzariere nelle prese d’aria comunicanti con l’esterno: eviteremo di dare alloggio gratuito per tutto l’inverno ai fastidiosi ospiti.
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