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Blatta orientalis

insetti

[Scarafaggi]

Scarafaggio nero o blatta comune (Blatta orientalis Linneo)
E’ lucido, di colore nero. Il maschio si differenzia dalla femmina per la presenza delle ali membranose che ricoprono buona parte del corpo. L’ooteca, deposta dalla femmina, è lunga 1 cm e in media racchiude 15 uova. Lo sviluppo completo è molto lungo, passando a volte più di un anno da uovo ad adulto. E’ la specie più facilmente ritrovabile nelle abitazioni, dove predilige le cucine, gli scarichi e i lavandini
Blatta orientalis

Fochista (Blattella germanica Linneo)
E’ più piccola rispetto allo scarafaggio nero ma si riproduce molto più velocemente: se le condizioni sono ottimali bastano solo 3 mesi. Le ooteche contengono circa 40-50 uova che le femmine si portano dietro fino alla nascita delle ninfe. Grazie a delle particolari strutture presenti sulle zampe, può arrampicarsi su pareti molto lisce e camminare persino sul soffitto. Predilige gli ambienti molto caldi, tanto da essere stata trovata persino nelle intercapedini dei forni.

[MENOTTERI ACULEATI]

[Vespa comune]
[Calabrone]
[Regole principali]
[Zanzare]


Chi sono

L’ordine degli Imenotteri comprende molte specie, tra cui le comuni formiche. Quelli a cui vogliamo riferirci appartengono al gruppo degli “aculeati”, in particolare a quegli insetti in cui l’ovodepositore è trasformato in aculeo. Le famiglie che possono diventare pericolose dal punto di vista sanitario, quando entrano in contatto con l’uomo sono le seguenti: Bethylidae (come lo scleroderma), Eumenidae (come la vespa vasaia), Vespidae (come la vespa comune e il calabrone), Bombidae (come il bombo), Xilocopidae (come il calabrone violaceo), e Apidae (come l’ape del miele). Sono queste ultime quelle che possiamo ritrovare più facilmente nelle nostre abitazioni, per la loro abitudine di costruirci il nido.

Come si riconoscono
La caratteristica comune negli adulti delle famiglie elencate è quella di possedere un pungiglione, situato nella parte terminale dell’addome. L’apparato boccale è masticatore e sono tutti ottimi volatori. La livrea è costituita da colori molto accesi (giallo, rosso, nero): è una colorazione di avvertimento per i predatori che la prima volta ci cascano e catturano l’imenottero ma la seconda girano al largo! Gli imenotteri, come le farfalle e le zanzare, hanno uno sviluppo completo. Dall’uovo nasce una larva provvista di zampe toraciche che a sua volta si trasforma in pupa o ninfa, comunemente racchiusa in un bozzolo.

Cosa mangiano
La dieta è piuttosto varia. Alcuni imenotteri mangiano altri insetti, oppure carne e pesce che strappano con le forti mandibole. Altri si nutrono di liquidi zuccherini che fuoriescono dalla frutta matura, o di nettare e polline che raccolgono volando di fiore in fiore.

Dove vivono
La maggior parte delle specie forma società con maschi, femmine operai e talvolta soldati (api e calabroni), ma alcune conducono vita solitaria, (come la vespa vasaia).
Vespe e calabroni costruiscono dei nidi con detriti vegetali che triturano con le mandibole e impastano grazie alla saliva, tanto da fargli assumere l’aspetto di cartone.

Rapporti con l’uomo
Il pericolo di queste famiglie è legato alla capacità di pungere che costituisce la loro arma di difesa e di offesa. Alcune specie, come vespe e calabroni, possono pungere più volte, grazie alla forma dell’aculeo che risulta facilmente estraibile dalla ferita. Altre, come le api, solo una volta: infatti al momento della puntura, il pungiglione seghettato si distacca portando via anche parte dell’addome: l’insetto muore!
La pericolosità è maggiore se all’apparato pungente sono associate ghiandole produttrici di veleno. Questo liquido contiene sostanze di natura proteica che nella maggior parte dei casi provocano solo una modesta reazione locale, caratterizzata da dolore e gonfiore. Tuttavia, seppur nella minima frazione di casi, alla puntura segue una reazione allergica che nei soggetti ipersensibili può portare allo shock anafilattico.